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    November 01

    Il Papa andrà in Portogallo come pellegrino di Fatima

    Il Papa andrà in Portogallo come pellegrino di Fatima

    Visiterà il Santuario nell'anniversario della beatificazione dei pastorelli

     

    di Alexandre Ribeiro


    FATIMA, mercoledì, 7 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI visiterà il Portogallo nel 2010 “essenzialmente come pellegrino di Fatima”, nel contesto del pellegrinaggio per l'anniversario del 12 e 13 maggio al Santuario mariano, ha spiegato questo martedì in una nota pastorale il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Portoghese (CEP).

    Riconoscendo “un sentimento di gioia nel nostro popolo”, i Vescovi responsabili della CEP segnalano che la visita è “la concretizzazione di un profondo desiderio, che ci onora grandemente”.

    L'episcopato ringrazia “con tutto il cuore” il Santo Padre e afferma di voler “corrispondere a questo onore con quell'amore per il Papa che è una dimensione profonda del cattolicesimo portoghese”.

    “La comunione visibile con il Successore di Pietro, presente fisicamente tra di noi, sarà ancora una volta occasione per l'espressione spontanea di quell'amore per la sua persona, il suo magistero e il suo servizio universale e di fedeltà alla Chiesa”, osserva la nota.

    I Vescovi portoghesi spiegano che il Papa si recherà nel Paese “essenzialmente come pellegrino di Fatima, dove incontrerà un'espressione viva di tutte le Chiese del Portogallo”.

    Il viaggio del Pontefice a Fatima coincide con il decimo anniversario della beatificazione dei pastorelli Francisco e Jacinta e con le commemorazioni del centenario della nascita di Jacinta.

    La visita, riconoscono ad ogni modo i responsabili della CEP, “si proietta nell'orizzonte più ampio dei suoi pellegrinaggi ai principali santuari mariani sparsi per il mondo, come grandi centri di evangelizzazione”.

    “Quando il Papa diventa pellegrino, nella qualità di Pastore universale della Chiesa, è tutta la Chiesa che peregrina con lui. Per questo, il suo pellegrinaggio riveste un grande significato pastorale, dottrinale e spirituale”.

    Per i Vescovi, la visita papale vuole “incoraggiare l'impegno costante e generoso nell'opera di evangelizzazione, aiutando a passare da una religiosità tradizionale a un fede adulta e ponderata”, una fede “capace di una testimonianza coraggiosa in privato e in pubblico, che sappia affrontare le sfide del secolarismo e del relativismo dottrinale ed etico, tipici del nostro tempo, che Benedetto XVI ricorda spesso”.

    L'organismo episcopale portoghese afferma che in questo momento il programma della visita papale non è ancora definito. Nella prossima assemblea dei Vescovi, a novembre, si rifletterà su come preparare l'evento.

    Fin d'ora, comunque, i presuli invitano tutti i fedeli “ad accogliere il Santo Padre come Successore di Pietro che viene a confermare i fratelli nella fede e con affetto e partecipazione personale, unendoci in preghiera alle sue intenzioni per la Chiesa e per le grandi preoccupazione dell'umanità”.

    Tratto da  http://www.zenit.org/article-19782?l=italian

     

    Apparizione a Fatima del 13 Luglio 1917

    Pochi minuti dopo che eravamo giunti alla Cova d’Iria, presso il leccio, tra la numerosa folla di popolo, mentre recitavamo il Rosario, vedemmo il riflesso della solita luce e subito dopo la Madonna sul leccio.

    -       Cosa vuole da me? – domandai.

    -       Voglio che veniate qui il 13 del mese prossimo, che continuate a recitare il Rosario tutti i giorni in onore della Madonna del Rosario, per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, perché soltanto Lei vi potrà aiutare.

    -       Vorrei chiederLe di dirci Chi è; di fare un miracolo perché credano tutti che Lei ci appare.

    -       Continuate a venire qui tutti i mesi. A Ottobre dirò Chi sono, quel che voglio e farò un miracolo che tutti potranno vedere per credere.

    A questo punto feci alcune richieste, che non ricordo bene. Quel che mi ricordo è che la Madonna disse che bisognava recitare il Rosario per ottenere le grazie durante l’anno. E continuò:

    -       Sacrificatevi per i peccatori, e dite molte volte, specialmente ogni volta che fate qualche sacrificio: O Gesù, è per amor Vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria.

    Dicendo queste ultime parole, aprì di nuovo le mani, come nei due mesi precedenti.

    Sembrò che il riflesso penetrasse la terra e vedemmo come un mare di fuoco. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero brace trasparenti e nere, o bronzee, in forma umana, che fluttuavano nell’incendio, trasportate dalle fiamme che uscivano da loro stesse, insieme a nuvole di fumo che cadevano da ogni parte, uguali al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che suscitavano orrore e facevano tremar di paura. I demoni si distinguevano per le forme orribili e schifose di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni roventi.

    Spaventati e come per chiedere aiuto, alzammo gli occhi alla Madonna, che ci disse con bontà e tristezza:

    -       Avete visto l’inferno, dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato. Se faranno quello che io vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire. Ma, se non smetteranno di offendere Dio, nel Pontificato di Pio XI, ne comincerà un’altra peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà, che punirà il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni  alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla, verrò a chiedere la Consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, e la Comunione riparatrice nei primi Sabati. Se ascolteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e ci sarà pace. Se no, diffonderà i suoi errori nel mondo, suscitando guerre e persecuzioni alla Chiesa1. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire2, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente il Mio Cuore Immacolato trionferà…

     

    Tratto dal libro intitolato “Memorie di Suor Lucia” ( volume I ) scritto da Suor Lucia stessa.

     

    1  La Persecuzione religiosa in Cina

    In Cina tutte le religioni sono illegali. Unica religione è il Comunismo. Perseguitati sono i Cristiani, gli Islamici, i Buddhisti, i Falun Gong (movi­mento d’ispirazione Taoista-Buddista non autorizzato) ed i credenti di ogni altra fede religiosa.

    Migliaia di monasteri tibetani sono stati distrutti e di centomila monaci ne rimangono seimila. I monaci e le suore tibetane sono continuamente pic­chiati, incarcerati e persino rapiti. Valga come esempio la cattura e la deten­zione illegale in Cina del giovanissimo e autentico Panchen Lama, per porre a capo dei buddhisti tibetani un altro Panchen Lama, scelto non dal Dalai Lama ma dal Governo Cinese. Con pari efferatezza e persecuzione colpisce i Musulmani Uiguri della provincia autonoma dello Xinjiang . Tristemente famoso è il massacro di più di cento Uighuri a Ghulja, nel febbraio 1997.

    Recente è anche lo spietato accanimento contro i Falun Gong, decine di migliaia dei quali sono stati internati nei LAOGAI. Molti di loro sono stati torturati, mutilati degli organi e uccisi.

    La persecuzione contro i Cristiani considerati ancora “agenti delle potenze straniere” non si è mai attenuata. Vescovi, sacerdoti, suore e semplici credenti sono incarcerati, picchiati o fatti sparire, nelle prigioni o nei Laogai.

    Per contrastare la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, il Partito Comunista, nel 1957, ha creato la Chiesa Patriottica Cinese, l’unica ufficialmente accettata. Va sottolineato che la Chiesa Patriottica non riconosce l’autorità della Santa Sede, nomina suoi Vescovi e ordina suoi Sacerdoti, graditi al Partito Comunista. La vera Chiesa Cattolica è clandestina ed è continua­mente oggetto di attacchi e vessazioni. Dal 1994, i “Regolamenti per le Religioni” obbligano tutte le comunità religiose a regis­trarsi presso l’Ufficio Affari Religiosi, che controlla e, sostanzialmente, impedisce il lavoro pastorale e la prati­ca religiosa.

    Molti sono gli esempi di eroismo e di martirio offerti dalla Chiesa Cattolica clandestina. Il Cardinale Kung Pin Mei fu arrestato e trascinato allo stadio per confessare davanti a migliaia di persone il suo crimine di essere Cattolico. Invece gridò: “Viva Cristo Re, Viva il Papa!”. La folla ripetè in coro le stesse parole e il Cardinale fu incarcerato per 32 anni. Il Vescovo Giuseppe Fan Xueyan passò gli anni dal 1958 al 1991 in prigione, dove fu ucciso mediante percosse che gli spaccarono il cranio. I suoi resti furono consegnati alla famiglia in una busta per la spazzatura. La violenta repressione ha sempre colpito anche semplici credenti. All’inizio del 2002 il quarantaseienne Gong Shengliang fu condannato a morte per aver fondato un movimento Cristiano.

    La persecuzione non si arresta mai. Nel novembre 2005 sedici giovani suore furono picchiate a sangue a Xian. Il mese dopo religiose e sacerdoti furono malmenati a Tianjin. Numerosi arresti di prelati ebbero luogo nella provincia di Hebei. Decine di sacerdoti e vescovi sono sempre indagati e controllati dalla polizia ed alcuni di loro sono recentemente spariti. L’incessante repressione ha coinvolto, talvolta, anche membri della Chiesa Patriottica, nella quale cresce un inaspettato riavvicinamento al Pontefice e al Vaticano. Nonostante gli ultimi cinquantacinque anni di uccisioni, carcerazioni ed atroci persecuzioni la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, instaurata da Matteo Ricci all’inizio del 1600, è ancora forte e presente in Cina. Tertulliano aveva ragione nell’affermare che “Semen est sanguis Christianorum”

    Nei laogai continuano le torture. Per saperne di più sulla Persecuzione religiosa in Cina  

    Tratto da  http://www.laogai.it/?page_id=11720

     

    2  Il Papa è solo. Mettiamoci al suo fianco!

    L'accusa di Bagnasco: «Pressioni molto forti da parte di gruppi economici e finanziari» ostacolano gli interventi del Papa in materia di morale e dottrina sociale.

    Il Papa nel mirino dei grandi interessi. «A livello mondiale, esistono pressioni molto forti di lobbies economiche e finanziarie contro il Papa e la Chiesa», denuncia il leader dei vescovi, Angelo Bagnasco che già lunedì aveva aperto l'Assemblea generale della Cei mettendo in guardia dal «poteri forti». Gli stessi termini usati da Benedetto XVI nella battaglia sui Dico. Ieri, Bagnasco ha concluso la riunione annuale dell'episcopato italiano con un vibrante appello a difesa del Pontefice. «Tutti gli analisti descrivono questo scenario. Alcune parti della dottrina cattolica creano difficoltà nei confronti del Papa e della Chiesa, che spera di continuare a farsi ascoltare da ogni soggetto». Le occasioni di scontro tra «grandi interessi» e la predicazione di Benedetto XVI non sono mancati fin dall'inizio del pontificato.

    In primo luogo, le critiche con cui il Papa nel viaggio in Africa ha stigmatizzato le pratiche contraccettive e l'uso del preservativo, ossia condotte incentivate dalle industrie farmaceutiche in sintonia con l'Oms e altri organismi internazionali fino a creare nell’opinione pubblica un viatico di massa alla promiscuità sessuale. Inoltre, il Pontefice è entrato in rotta di collisione anche con il nuovo business planetario del cibo "hi-tech", condannando la vasta propaganda degli Ogm che secondo le multinazionali dovrebbero garantire la sicurezza alimentare. «Invece - deplora Benedetto XVI - si tratta di una tecnica che rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di Ogm».

    Proprio dai «moderni potentati» che attaccano il Papa e la Chiesa mette in guardia il capo della Chiesa italiana. «Ogni volta che la Chiesa propone il suo magistero e la sua concezione della persona, andando contro interessi che si pongono sul piano individuale, non può trovare d'accordo tutti», sottolinea Bagnasco rilanciando l'allarme vaticano lanciato dal ministro pontificio degli Affari sociali. «Potenti lobbies culturali, economiche e politiche, mosse da interessi e dal pregiudizio verso tutto quello che è cristiano contrastano e tentano di soffocare l'ascolto degli interventi del Papa - ammonisce il cardinale Renato Martino -. Un insieme di interessi strutturati in Occidente lotta per affermare l'irrilevanza del pensiero cristiano. Disturba soprattutto l'impegno del Papa per la difesa dei diritti umani, a partire da quello fondamentale alla vita».

    Oggi, evidenzia Martino, «le voci del Papa e della Chiesa cattolica sono poco ascoltate o vengono deliberatamente fatte sparire, sommergendole nel frastuono e nel baccano orchestrati da potenti lobbies che promuovono la confusione dei ruoli nell'identità di genere, sbeffeggiano il matrimonio tra un uomo e una donna, calpestano la vita, fatta oggetto delle più strampalate sperimentazioni». A finire sul banco degli imputati di queste lobbies («nuove sante inquisizioni piene di soldi e di arroganza»), è la Chiesa cattolica e i cristiani «verso i quali ogni metodo è lecito se serve a zittirne la voce». Quindi, «dall'intimidazione al disprezzo pubblico, dalla discriminazione culturale all'emarginazione». Ma la Chiesa, «forte della forza che le viene da Dio e della sua bimillenaria esperienza - assicura Martino continuerà ad annunciare il Vangelo contro tutti i relativismi, gli oscurantismi dell'illuminismo post-moderno, il soggettivismo individualista della cultura laicista che trasforma i diritti in arbitrio».

    GIACOMO GALEAZZI

    Tratto da  http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&file=article&sid=3161

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