CHIESA: Sì alla cremazione, no alla dispersione delle ceneri
Il Giornale ha pubblicato un articolo dedicato al nuovo “Rito delle Esequie”, che i vescovi italiani dovranno approvare nella settimana tra il 9 e il 12 novembre, ad Assisi, in occasione dell’assemblea generale della Cei. La novità più importante è rappresentata dalla cremazione: la Chiesa, com’è noto, la ammette dal 1963 e il Catechismo della Chiesa cattolica del 1992 lo stabilisce, purché questa decisione non sia presa contro la fede nella resurrezione dei corpi.
Ora nel nuovo rito per i funerali si afferma tutta la contrarietà dei vescovi alla dispersione delle ceneri in natura come pure alla conservazione delle stesse in luogo diverso dal cimitero (ad esempio nelle abitazioni, come capita sempre più spesso) o sepolte in giardino con urne che si autodissolvono dopo un anno. I teologi sono ormai convinti che la cremazione non contraddica la dottrina cristiana della resurrezione dei corpi, dato che questa accelera il processo naturale di ossidazione. La conservazione delle urne in casa, potrebbe però degenerare forme di feticismo o di idolatria verso i defunti. La dispersione delle ceneri, prevista come possibilità dalla legge italiana ma con precise regole, è ritenuta una prassi molto lontana dalla tradizione della Chiesa. Per la fede cristiana, infatti, anche dopo la morte, la persona umana conserva la propria identità e la propria individualità, non si «disperde» nell’universo.
Tratto da http://www.mediatrice.net/modules.php?name=News&file=article&sid=3267
La cremazione nel Catechismo della Chiesa Cattolica
La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi [Cf ⇒ Codice di Diritto Canonico, 1176, 3].
Tratto da http://www.vatican.va/archive/ITA0014/__P7Z.HTM